Come funzionano gli orologi automatici?

Gli orologi automatici sono una tipologia di orologio da polso, capaci di ricaricarsi sfruttando l’energia cinetica del movimento del braccio. In questo modo, quindi, questi orologi non richiedono una carica manuale come, invece, avviene, per gli altri modelli, perché utilizzano un meccanismo ingegnoso e complicato, assolutamente preciso in ogni componente.

Il primo orologio automatico risale al 1700: da allora il meccanismo è rimasto pressoché invariato, tranne qualche piccola modifica e miglioria, inevitabile grazie al miglioramento delle tecnologie e della tecnica.
Gli orologi meccanici tradizionali, come tutti siamo abituati a conoscerli, presentano la corona e il rocchetto, ossia il dispositivo di rotazione per la carica manuale dell’orologio: questo sistema, negli orologi automatici, viene sostituito da un peso che effettua un movimento oscillante in un alloggiamento prestabilito quando il polso e il braccio effettuano un qualunque movimento.

Immagine di www.segnatempo.it

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In questo modo l’energia cinetica del braccio crea altra energia cinetica con l’oscillazione ma, questa energia, deve essere in qualche modo trasferita al sistema di carica e ciò avviene attraverso una levetta collegata a un cricchetto, che è a diretto contatto con la molla di carica. Quindi, semplificando il tutto, quando il braccio si muove mette in movimento il peso che agisce sulla leva del cricchetto che, in questo modo, effettua un lavoro di compressione sulla molla che, quindi, si ricarica e da nuova energia al meccanismo dell’orologio.

In commercio esistono centinaia di modelli a carica automatica, tutti con prezzi differenti: questo perché ogni casa produce orologi meccanici automatici con sistemi differenti e non hanno raggiunto tutte un livello di precisione uguale; in questo tipo di orologi anche una variazione di un micron comporta un funzionamento differente, per realizzarli occorre un lavoro artigianale complicato e lungo, effettuato da professionisti del settore. Ovviamente il mondo degli appassionati di orologi si divide tra chi è a favore di questi orologi e non li sostituirebbe con nessun altro meccanismo e chi, invece, non li ritiene validi come un un normale orologio meccanico a carica manuale.

Tra gli aspetti positivi di questi orologi, guardando il lato pratico, c’è senza dubbio la comodità di non doverlo ricaricare manualmente ogni giorno; inoltre, questo sistema, permette all’orologio di restare pulito più a lungo perché non è soggetto alle intromissioni di polvere nel meccanismo interno, come invece accade col meccanismo di ricarica manuale attraverso la corona, che mette a dura prova le guarnizioni di protezione. Inoltre, la carica automatica è costante, questo permette all’orologio di avere sempre la stessa quantità di carica, ossia la stessa forza nella molla, per un funzionamento più fluido.

Visto il meccanismo di funzionamento automatico, questi orologi vengono solitamente definiti perpetui, perché teoricamente fin quando il braccio su cui sono allacciati si muove, al meccanismo viene garantita la carica. Ma così non è, e questo è uno dei fattori contro di questa tipologia di orologi.

Se un orologio a carica automatica viene tenuto fermo per un periodo di tempo piuttosto lungo, infatti, il suo funzionamento potrebbe risentirne nella precisione, perché gli ingranaggi non possiedono più la fluidità di funzionamento e a quel punto sarebbe necessario aprirlo per farlo controllare da un tecnico esperto: qualunque orologio a carica automatica che viene aperto per essere sistemato, perde buona parte della precisione che lo contraddistingue.

Nonostante questi orologi, nella loro costruzione moderna, abbiano un dispositivo che evita una carica eccessiva sulla molla, chi effettua un’attività intensa avrà sempre problemi a farlo funzionare regolarmente, perché la troppa energia cinetica accumulata è dannosa per gli ingranaggi.

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