Gli Orologi Militari al Trizio Sono Pericolosi?

trizio fa male

L’orologio e la sua evoluzione nel tempo

L’orologio è, fra tutti gli accessori, certamente il più indispensabile e diffuso. Utilizzato sin dalla fine del XIX secolo, pratico ed elegante, strumento tecnico o gioiello, l’orologio da polso ha attraversato la storia degli ultimi due secoli alla costante ricerca di soluzioni che ne aumentassero la fruibilità in ogni momento della vita ed in ogni circostanza. La sua visibilità anche in assenza o scarsità di luce, è stata una delle conquiste che più hanno coinvolto la ricerca, portando all’adozione di diversi tipi di soluzioni, fra cui l’impiego di materiali radioattivi. Inizialmente la ricerca cadde sul Radio, poi abbandonato per la sua forte radioattività a favore dei meno dannosi Pomezio e Trizio. Messi anch’essi al bando nel 1998 dal Ministero della Salute, perchè la loro pericolosità, sebbene non eccessiva, venne ritenuta evitabile e non necessaria, è proprio il Trizio a caratterizzare praticamente tutta la produzione di quelli che oramai sono divenuti orologi da collezione o “di culto vintage”. Negli ultimi 15 anni si è cercato di trovare una soluzione che coniugasse un’eccellente efficienza ad un ridottissimo grado di nocività.

Le più recenti soluzioni

Lo stato gassoso della sostanza, che ne riduce drasticamente la radioattività, unito a bassissimi quantitativi dello stesso, hanno portato alla realizzazione dei Trasers, ovvero mini fialette di sottilissimo cristallo, saldate al quadrante, spalmate con una sostanza scintillante e riempite di piccolo quantitativo di vapore di Trizio. Ma vediamo meglio in cosa consiste questo elemento.

Che cosa è il Trizio?

Il Trizio è un elemento naturale, presente e continuamente prodotto negli strati alti della nostra atmosfera, mediante l’interazione dei raggi cosmici con l’azoto. Dal punto di vista chimico ha simbolo 3H o T, e prende anche il nome di Hidrogeno-3, essendo un isotopo radioattivo dell’idrogeno. Si presenta in forma di gas bianco ed, in funzione della sua radioattività, decade emettendo Elio-3, con bassa energia e tempo di decadimento pari a 12,33 anni. Viene prodotto anche artificialmente, sin dal 1934 ed attualmente viene generato nei reattori nucleari ed utilizzato per la fusione nucleare nonchè come tracciante. Mediante l’interazione con il fosforo produce una luminescenza che, seppur non intensa, ha una durata decennale. Per questa sua caratteristica ebbe ed ha grande utilizzo in ambito militare, che precede di alcuni decenni quello nell’industria dell’orologeria. Ma come possiamo considerare la sua radioattività in relazione ad un possibile pericolo per la nostra salute?

Effetti sulla salute ed allarmismo

trizio portachiaviAbbiamo visto che una delle caratteristiche del Trizio è la bassa energia. Ciò comporta la sua inassorbibilità attraverso l’epidermide, e quindi un rischio bassissimo per contatto. Gli effetti nocivi sono invece portati dall’ ingestione della sostanza, seppur in quantitativi elevati. Rispetto al Radio, con il quale viene spesso confuso, le ripercussioni sulla salute sono notevolmente ridotte. Il Radio, che rimane radioattivo per oltre 1.600 anni, produce infatti effetti letali, basti pensare che gli artigiani che assemblavano i quadranti dei primi orologi luminescenti, per ingestione accidentale attraverso dita e pennelli, morirono per gli effetti radioattivi in breve tempo ed in gran numero. Ormai sono rarissimi gli oggetti trattati con Radio che possiamo reperire nelle nostre case, oppure relegati in ambito puramente collezionistico e pertanto gestiti con cautela. Ma oggi è giustificato l’allarmismo nei confronti degli oggetti, ed in particolare degli orologi, ancora molto frequenti, che utilizzano il Trizio? Vi sono alcuni luoghi comuni da sfatare.

Uno è quello che la perdita di luminosità sia indice del decadimento della radioattività. Un altro è che se la luminescenza perdura si può essere certi che si tratta di Trizio e non di Radio. Entrambe sono convinzioni false in quanto a perdere di potenza o a virare di colore è spesso solo la sostanza scintillante e non l’isotopo, e questa mutazione è legata ad una serie di fattori ambientali e naturali quali l’umidità o lo stato di conservazione stesso. Permangono comunque bassissime le possibilità di contaminazione che, come detto, sono essenzialmente legate all’ingestione della sostanza, alquanto improbabile anche in caso di rottura del vetro protettivo del quadrante. Il rischio si riduce ulteriormente per gli orologi di nuova generazione che intrappolano minime quantità di isotopo in forma gassosa e quindi volatile anche in caso di rottura del cilindretto che lo contiene.

Quali i vantaggi?

E’ chiaro che gli svantaggi vengono in genere svelati solo dopo che sono stati propagandati i vantaggi. Nel caso dell’utilizzo del Trizio negli orologi, potremmo con buona ragione affermare che gli svantaggi non sono tali da giustificare eccessivi allarmismi. Si tratta in sostanza di oggetti con i quali possiamo tranquillamente convivere senza che la nostra salute ne subisca una sostanziale minaccia. Del resto siamo circondati da radioattività, nelle nostre case, nell’ambiente, nell’atmosfera. Un orologio luminescente, trattato con riguardo e consapevolezza, rappresenta un rischio trascurabile o pressochè nullo. Il conoscerne la reale natura resta comunque un nostro diritto ed un dovere nel rispetto della salute nostra e di chi ci circonda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


3 + = dieci